Daniela Rosignoli

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SUI DIPINTI DI DANIELA ROSIGNOLI
I brevissimi brani qui presentati non sono integrazioni para-poetiche, né brandelli di esegesi, né cenni critici.
Sono, invece, variazioni solidali ma libere su immagini, traduzioni autoritarie non autorizzate, evocazioni e bastoni da passeggio.
Ermeneutica e critica sono l’aurora e il mezzogiorno della comunicazione intorno all’arte. A me interessano, qui, il tramonto e la notte.

Furio Durando

LA RAGIONE

INFINITO
Facile per i creduli, facile per i sicuri, facile per i fidenti pronunciare l’Infinito, immaginarlo tale, farlo erompere – coprente e confortante, orribilmente invadente, orribilmente distante. L’Infinito, agli occhi incarcerati dalla morte, è altro: è il lampo rosso della vita, che brilla inestinguibile, strozzato dalle tenebre; è il magma che ribolle dove il nero ha vinto, ha generato la pietra; è il luogo dove non s’approda, perché già siamo, e la sola scelta consentita è tra scorgere la vita o limitarsi a eludere la morte.

PALESTINA
Ogni passione annega o si compie nel sangue, fino a che s’annullino memoria e identità. In essa cammina il senso, che è tutto quel che resta di un corpo «fatto immagine e sembiante di Dio» e consumato. E la passione divora, infatti, ed ogni luce è sopraffatta.

LA SPERANZA
Guardavo, curvo come uno sciamano navajo, un braciere e i pochi tizzi rosseggianti nel deserto della notte e della cenere. Disturbi, impedenze, interferenze tradotte in chiazze variabili, pulsanti. Guardavo, curvo come uno sciamano coreano, visori anni ’70 rovesciati, per afferrare stabili certezze ed incerte frequenze. Trovai, beffarde e mobili, speranze intrasmissibili.

DENTRO
Sono io

LA VITA
S’addensa, s’alliscia liquefatta, lucenza perfetta, s’aggriccia, si cretta la tela degli inverni e delle estati, e le comete ingannano seguendo la china dei colli, e tutto questo è bello e forte e caldo e rosso e chiaro, e chiaro, e chiaro. Sentivo, però, in me la linfa del tempo, ed il mio sangue farsi nero.

ANIME (GUANTÁNAMO)
Veduto da lontano, rallentato – l’emissione è da satellite, la pellicola infrarosso – apparirà, distante dalla mente ogni dolore d’altri, e non specchiabile. Con gli occhi chiusi possiamo due cose: ignorare, o disperare immaginando il non visibile. Da lontano, ogni nostro dolore è un fiore che nasce e avvizzisce fast motion, un'esplosione puntiforme in un deserto, un nulla dentro al nulla del dolore altrui.

INTIFADA
Prima di farsi nulla, il grido sale. Un fulmine da terra sfida il Cielo e la ragione, in diagonale.

AMORE
Era il suo chiarore a stringermi, era il suo fondo oscuro a prendermi.

A MIO PADRE
Fui rosa rossa nell’arcobaleno della vita. Sul tempo, che è la tua tomba, la riporrò, immortale.

GIRASOLI
Perdersi in simboli, confronti, analogie è un peccato, quando la vita è piacere del piacere.


IL MITO

ERA
Sono l’amaro della sottomissione, il tedio delle attese, delusa vestale senza verginità. Sono la vita incapace di vita, e Clitemnestra ferita e che ferisce, e la vendetta che non guarisce, la sacerdotessa del male che morte non dà perché almeno la morte consola. Sono l’invidia patita ed obliquamente restituita, uno scheletro ingombro d’armadi, dove stagiono veleni.

ARTEMIDE
Endimione era uno stupido. Le notti senza luna rimpiango Atteone, ma un uomo che vuole vedere e sapere è un pericolo per ogni dio e per ogni donna.

AFRODITE
Altri dispensino la gloria, così effimera! Io offro me stessa, passione e piacere. Io complico le comunioni, moltiplico i figli, dico di che consistano fede e libertà, denudo il possesso, svelo la povertà dell’odio che non sa dirsi vinto dall’amore.

ISIDE
La conoscenza è imperfetta, la felicità incompleta: non basta il mio sguardo d’argento nell’oro delle notti di luna.

ATHENA
L’incanto dell’equilibrio, la saldezza della ragione, la passione della bellezza. Immagina, amore, il mio viso, desiderami prima di amarmi, non temere, perché l’amore della ragione ti persuaderà a desiderarmi. E la ragione dell’amore ti pervaderà, desiderandomi.

MEDEA
Finché potei fui la vita. Poi la vita non poté più in me. Osservate che aspetto incantevole sa prendere la morte che dà morte.


IL SOGNO

DONNA
Non corrispondo all’infinito?

L’ABBRACCIO
Nutro di te il mio sogno, finché non t’assomigli e, ritrovando in te il mio viso, mi scopro.

TERRA MADRE
Venere si copre, pudica. In lei è la bellezza della vita, e la difende. Io ho solo il mio ventre teso da offrire, e la vita ha se stessa quale unica difesa. Non ha pudore, la Terra.

SOGNO
Piccole vite, solo piccole vite, e piccole case-presepi, e piccole strade, e loggette, balconi, e consolanti affacci su frammenti di bellezza che non spetta né ci aspetta. E in tutto questo divampare di passione, e non curarsi d’esser vite piccole e caduche.

COLORI (1)
Profondità di superficie in violetto.

COLORI (2)
Patina di volume in rosso.

NOTA BIOGRAFICA SULL’AUTORE DEL TESTO:
Furio Durando è nato a Milano nel 1960, è archeologo e storico dell’arte antica e insegna storia dell’arte nel Liceo Classico “A. Poliziano” di Montepulciano.
Come archeologo ha collaborato a numerosi interventi di scavo, rilevamento, documentazione e studio di siti e reperti archeologici in Lombardia, Emilia-Romagna, Molise, Campania e Puglia, tenuto conferenze a congressi nazionali e internazionali, elaborato progetti e allestimenti museografici permanenti e temporanei e cooperato alla stesura di ipertesti didattici su CD-ROM.
Ha inoltre insegnato museologia, archeologia e storia dell’arte in alcuni corsi di formazione professionale post-diploma a Piacenza, Ferrara, Siena, Poggibonsi e Chiusi fra il 1996 e il 2008.
Oltre a numerosi articoli scientifici editi in riviste e atti di convegni italiani e stranieri, ha scritto Grecia antica. L'alba dell'Occidente (Vercelli, 1997), Parole, pietre, confini. Cremona e il suo territorio in epoca romana (Cremona, 1997) e Grecia. Guida ai siti archeologici (Vercelli, 2000); è stato curatore e autore di Italia antica. Viaggio alla scoperta dei capolavori d’arte e dei principali siti archeologici (Vercelli, 2001), I Greci in Italia (Udine, 2005) e Firenze. Città con vista (Ivrea, 2008); ha redatto i capitoli di storia dell’arte greca e romana per il manuale L’arte e la storia dell’arte (Milano, 2002), destinato alle scuole superiori, e l’opuscolo Vivere Montepulciano (Montepulciano, 2006). Suoi contributi appaiono anche nei volumi Splendori delle civiltà perdute. Viaggio nel mondo dell’archeologia (Vercelli, 1998), I grandi tesori. L’arte orafa dall’antico Egitto al XX secolo (Vercelli, 1998), Dimore eterne (Vercelli, 2000), Ville storiche del Lago di Garda (Ivrea, 2002).
Nel periodo 2005-2007 ha curato la revisione e integrazione dei testi e dei percorsi di approfondimento del manuale di storia dell’arte per le scuole superiori più venduto in Italia negli ultimi trent’anni.
Sta lavorando (2008) ad un nuovo manuale di storia dell’arte per i licei, di cui sarà unico autore.
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