Daniela Rosignoli

E-mail: info@danielarosignoli.it

PRESENTAZIONE
Un evento originale ci riserva Daniela Rosignoli, con questa sua mostra, che già nel titolo annuncia motivi e tappe di un percorso artistico, ma anche di legami con la natura e con il territorio. Tre momenti scanditi da ragione, mito, sogno, rompono gli schemi tradizionali, che spesso fanno dell’opera d’arte un’espressione isolata e solitaria: tre momenti che individuano periodi, temi, linguaggi propri del suo mondo e non solo.
Infatti l’artista ha voluto aprire lo spazio ad altre creazioni operate dalla natura agricola del territorio, realizzando il fine di unire coltura e cultura . Sono presenti in questa manifestazione il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Slow Food e i produttori di vino di Chiusi, che “espongono” i frutti dell’artigianato alimentare, trasmettendo antiche sapienze, ormai veri e propri elementi artistici.

E nello spazio si muovono, contemplano, assaporano, si confrontano, dibattono, approvano, riflettono persone: tutte attratte dalla novità, dall’insieme, incuriosite dalle forme, dai colori, emozionate dalle forze comunicative dei cromatismi intensi…

Guardiamo da vicino alcune opere dell’artista, seguendo le tappe del suo cammino, tenendo presente quanto dice la stessa Daniela: “ …tra i colori che colano giù e piano piano dilagano… si aprono si chiudono…ha inizio il viaggio del pensiero “.

Incontriamo La ragione
Ragione intesa non tanto come razionalità, quanto come ragionamenti sul reale, sugli accadimenti ( spesso tragici o inquietanti ) del mondo che ci circonda e di quello interiore ( mai slegato da quello sociale ).
L’intensità del sentire, sempre più pressante, ha liberato l’artista da talune consuetudini formali, svelando il bisogno di convogliare nelle opere: inquietudini, lacerazioni derivanti soprattutto dalla società, da questo nostro mondo, nel quale troppo spesso “uomini” di stato, per sete di potere, hanno smarrito la ragione e provocano conflitti, lasciando sul terreno sangue e distruzione.

La gamma della tavolozza è concentrata sui rossi, i neri, i violetti; la tela ha un’ampiezza notevole, ma talora non basta… ha bisogno di andare oltre, quasi ad estendersi al di fuori: nell’ambiente, nello spazio.
Esplosioni e implosioni palesate da tinte intense, scolature, striature, grumi vengono ispirate da un furor interiore che si fa anche carico dei mali dell’umanità.

Avviciniamoci ad alcuni dipinti
Infinito
Schizzi, grumi e macule rosse si spargono nel nero e con esso convivono e, pur se racchiuse nella dimensione della tela, possono dilatarsi all’infinito. Un infinito di materia ma anche di spirito, di sensibilità intensa, che non ha limiti.

Palestina è l’equivalente di un grido disperato, con il fondo rosso marcato da grumi e striature scuri, al centro, che rivelano la forma di una persona.
E’ il grido di un popolo cui non è concesso di diventare uno Stato.

Anime (Guantanamo) - Intifada
Insieme a Palestina sono ancora denunce, grida contro le torture, le stragi, le guerre, compiute da esseri umani contro altri esseri umani. L’invocazione è: “ pace”, “tolleranza”, “ rispetto della vita”.
Dentro: Un fondo nero ( la solitudine ), all’interno nasce una luce rossa, che si sprigiona dal basso e si innalza con moto di fiamma quasi a consolare.

Girasoli. Campeggiano su fondo nero e sono rossi, non gialli! Ciò non è un difetto, anzi un pregio: sono diventati caldi, intensi perché “ impazziti di luce”…e la luce non può essere che rossa.

Passiamo all’altro percorso, Il mito.
In questa tappa Daniela Rosignoli parla al femminile, fa della donna la protagonista; il femmineo domina ed assume l’immagine delle divinità greche, o comunque divenute mito greco. La donna è raffigurata nelle sue diverse peculiarità dominanti: l’aspetto regale, quello protettivo, il vindice o il passionale, quello razionale oppure il materno. Appaiono Era, Artemide, Afrodite, Athena, Medea, infine Iside ( Isis ): la più antica e onorata divinità egizia, moglie di Osiride.
Hanno forme umane accarezzate, sfumate, dalle ampie trasparenze, dall’incedere spesso accennato. L’artista adotta una tecnica alquanto diversa dall’olio, passa all’ acrilico e usa striature e/o punteggiature dorate.
Occorre sottolineare un dato essenziale: quando Daniela raffigura la donna adotta una sorta di neorealismo, dando all’immagine forma e contorni quasi reali, per renderla più comprensibilmente protagonista del vivere.
Nel suo aspetto più umano viene colta Era, raffigurata seduta quasi affranta da tante vicende complesse e spesso dolorose, che vorrebbe evitare ma non può: è donna e regina dell’Olimpo ( come ogni donna è regina nel suo ruolo). Il tutto è svelato attraverso un fondo rosso maculato di tratti neri e neri sono i contorni della forma femminile.

Siamo giunti alla terza ed ultima tappa del percorso di questa mostra: il sogno.
Sei le opere di quest’ultimo gruppo. Quasi un compendio del percorso, che in sintesi stigmatizza i temi centrali della ricerca pittorica di Daniela e divengono nello stesso tempo altrettante espressioni del suo sentire: Sogno, Colori 1, Colori 2, L’abbraccio, Donna, Terra madre
Due oli in forma quadrata, che testimoniano lo stile astratto: Colori 1 in rosso magenta e Colori 2. Quest’ultimo mi attrae particolarmente, è tracciato in violetto di cobalto, con grumi centrali e, appena visto sdraiato al sole ad asciugare, mi ha rimandato all’immagine di un allunaggio.

Donna, che riconduce al femmineo, senza ripetizioni, ma con connotazioni e atteggiamenti originali, accompagnati da toni cromatici in sintonia.

Terra Madre conclude questa esposizione, ma è ben lontana dal mettere la parola fine alle tematiche pittoriche dell’artista, anzi promette simbolicamente altre creazioni, così come la terra genera altre creature. Nel dipinto, dai toni solarizzati, traspare una donna, che si palesa con le stesse tinte dell’insieme, quasi in una visione dai contorni lievemente reali, che incede mettendo in luce il suo stato di futura madre. La delicatezza del tratto rende dolce ed elegante l’immagine femminile.

Concluso il percorso, rimaniamo speranzosi in attesa delle future creature artistiche di Daniela Rosignoli.

Maria Russo
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